Sora Antica (La storia, la cultura, i personaggi e le tradizioni, le ricette e lemanifestazioni)


Vai ai contenuti

La torre civica: sogno o realta?

C'era una volta > C'era una volta... a Sora - D. Di Passio

banner 200x150

Domenico Di Passio
C' era una volta... a Sora

banner 200x150

La torre civica: sogno o realtà?

Chi scrive ha rinunciato da parecchi anni e per libera scelta a fare politica ed a svolgere qualsiasi attività o funzione nell'ambito dell'amministrazione comunale.

L'amore sconfinato per Sora, per questa meravigliosa e ridente città, però non è mai venuto meno, anzi, con il passare degli anni, è cresciuto a dismisura fino a divenire una passione così profondamente sentita da perdonare qualsiasi difetto, comprendere eventuali dimenticanze e giustificare ogni omissione, che pure, di tanto in tanto, è possibile cogliere in certi settori.

Girando lo sguardo intorno, per chi sa vedere con occhio amorevole, è possibile scoprire il placido tenore di vita quotidiana, la suggestiva disposizione dell'agglomerato urbano, diviso in due dal verde Liri, l'affascinante armonia tra il vecchio ed il nuovo, perenne miracolo di una città, che pur assoggettata, nei secoli, a funestissimi eventi qualche volta causati anche dalla colpevole incuria degli uomini, ha conservato sempre il meglio di se, senza mai arrendersi con innato spirito di sacrificio, con indomabile fierezza ed irriducibile orgoglio.

Tutto bello, insomma, e... niente da criticare. No, non è proprio così!
A dire il vero, ad essere del tutto sincero, c'è una cosa che da tantissimi anni mi rode dentro l'anima e non mi dà pace. A sinistra della Chiesetta di S. Antonio Abate, a stretto contatto con lo sperone roccioso, che sembra voler penetrare e incunearsi fin nel cuore della città, si erge, altera e suggestiva, una vecchia torre, simbolo e memoria di un passato che non vuole morire, pur subendo, giorno dopo giorno, l'inesorabile logorio del tempo.

L'orologio, che, tanti anni fa, scandiva le ore e contrassegnava i momenti tristi e felici di tutti, ricchi e poveri, è ancora là, sebbene appena appena visibile, mestamente muto e silenzioso. Le pareti esterne della torre sono piuttosto ben conservate, ma, nell'interno, c'è il vuoto assoluto da quando sono crollate le rudimentali scalette che portavano in alto, fin dove erano alloggiati i mastodontici ed infallibili meccanismi dell'orologio.

La torre ha certamente una sua storia, di cui si conoscono pochissimi particolari, chissà se autentici o arricchiti dalla inesauribile fantasia degli avi.
Riscoprirla per intero, attraverso un accurato lavoro di ricerca, di indagine e di studio, non dovrebbe presentare grossi ostacoli, perciò c'è da augurarsi che, prima o poi, ci sia qualcuno, magari un giovane volenteroso, che voglia cimentarsi in tale meritoria opera.

A questo punto sorge spontanea la domanda, ma questa torre a chi appartiene, alla Chiesa o al Comune?

Diversi anni fa, su iniziativa di chi scrive, all'epoca assessore ai Lavori Pubblici, fu interpellata la Curia che si chiamò fuori e, di conseguenza, la torre venne incorporata nel patrimonio indisponibile del Comune.

Da allora, ogni tentativo di mettere mano al restauro è stato inutile, sia per le enormi difficoltà nel reperire i fondi necessari, sia perché ogni iniziativa avrebbe richiesto il preventivo benestare della Sovrintendenza ai Monumenti.
Rassegnarsi non è nello stile del Sorano verace.

"S. Antone", vigile ed attento custode della torre con la quale ha costituito un antico gemellaggio, continua a lanciare fervidi messaggi e chissà che non stia già per farsi avanti un generoso e sensibile sponsor.
La civiltà di un popolo si misura anche dalla volontà e dalla capacità di saper conservare i monumenti più belli e significativi del passato.

Il vecchio monumento sta lì in fiduciosa attesa per assumere di nuovo la maestosa bellezza e la suggestiva funzione di torre civica e per continuare, con un nuovo orologio, a scandire le ore della laboriosa e feconda vita di una popolazione che, anche se inconsciamente, avverte la struggente nostalgia del tempo che fu e che non sa né vuole rinunciare ad un punto fermo della sua storia e ad una prestigiosa testimonianza del suo tradizionale patrimonio culturale.

banner 400x300
banner
banner
banner
banner
siamo contro la pedofilia
pulsante torna alla home page
pulsante torna indietro
pulsante vai avanti
pulsante vai al modulo email
pulsante vai al libro degli ospiti

Home Page | C'era una volta | Sorani illustri | Storia | Immagini | Manifestazioni | Arti, Mestieri e... | Scrivimi | Libro degli ospiti | Mappa del sito


Torna ai contenuti | Torna al menu