Sora Antica (La storia, la cultura, i personaggi e le tradizioni, le ricette e lemanifestazioni)


Vai ai contenuti

A Riccardo Gulia

C'era una volta > C'era una volta... a Sora - D. Di Passio

banner 200x150

Domenico Di Passio
C' era una volta... a Sora

banner 200x150

A Riccardo Gulia

nel primo anniversario della morte (30 aprile 1988)

Un'antica leggenda racconta che, tanti anni fa, ogni vecchio genitore, superata una certa età e divenuto perciò un peso per la famiglia, veniva caricato sulle spalle dal figlio e condotto sulla Difesa, una collina poco più su del Convento dei Passionisti, e qui lasciato morire in solitudine.
Oggi tale orribile e disumana usanza, anche se in mille modi diversi, pian piano sta tornando di moda.

IAME PAPA!

«Iame papà... è l'ora tia!»
«Partime préste. Longa è la uìa e brutta la saglita. »
«Me chiagne i core, ma 'n'è colpa mia
se tu si uécchie, malate e stanche 'e lla uita»


«Già sa addò te porte, `ncima alla Difesa,
'ne béglie poste, sicure ca te piace,
'nzémbra agl'àute uécchie e... senza spesa,
p 'aspettà la morte 'nsanta pace. »


«Chìst'uteme pezze comm'è sderrepate!»
«A tenerte `ncoglie nen ce la facce chiù,
assettàmece neccòne pè repiglià frate. »


«'Ncima a chésta stessa prèta, ca sì capata tu,
quanne pertatte pateme, pur 'ì me so fermate. »
«Perdoneme, papà! Currènne, currènne te reporte giù. »

ANDIAMO PAPÀ!

«Andiamo papà... è l'ora tua»
«Partiamo presto. Lunga è la via e brutta la salita. »
«Mi piange il cuore, ma non è colpa mia
se tu sei vecchio, malato e stanco della vita. »


«Già sai dove ti porto, sopra alla Difesa,
un bel posto, sicuro che ti piace,
insieme agli altri vecchi e... senza spesa,
per aspettare la morte in santa pace. »



«Quest'ultimo tratto come è scosceso!»
«A portarti a spalla non ce la faccio più»
sediamoci un poco per riprendere fiato. »


«Sopra a questa stessa pietra, che hai scelto tu,
quando portai mio padre, pure io mi sono fermato. »
«Perdonami, papà! Correndo, correndo ti riporto giù.»

Quando Riccardo Gulia era vivo, io - pur avendone un costante e nascosto desiderio - non ho mai scritto una poesia.

Debbo confessare, infatti, che la Sua incontrastata e unanimemente riconosciuta superiorità nel suggestivo ma complicato pianeta della poesia dialettale sorana, nel quale giganteggiava, forse unico e solo, maestro e «tiranno», mi intimidiva e mi toglieva ogni minima velleità non dico di cimentarmi con Lui in un confronto destinato a rimanere sproporzionatamente impari, quantomeno di tentarne, con tutta umiltà e così alla buona, l'imitazione in piccolo.

Oggi che Lui è morto, memore della grande simpatia e dei generosi apprezzamenti con i quali accoglieva i miei pochi scritti in prosa, ho voluto tentare sia per un debito di gratitudine, sia per onorarne la memoria e per rinnovarGli i sentimenti di stima, affetto e devozione, sia anche per lanciare un caloroso messaggio alle nuove generazioni, con un piccolo esempio personale- il primo e forse... l'ultimo sonetto della mia vita - affinché esse, come me, vogliano provarci per far sì che la tradizione del nostro bellissimo dialetto, nel nome venerato dell'indimenticabile Maestro, possa continuare sempre più fulgida e feconda.


Foto di Domenico Di Passio con il poeta Riccardo Gulia

banner 400x300
banner
banner
banner
banner
siamo contro la pedofilia
pulsante torna alla home page
pulsante torna indietro
pulsante vai avanti
pulsante vai al modulo email
pulsante vai al libro degli ospiti

Home Page | C'era una volta | Sorani illustri | Storia | Immagini | Manifestazioni | Arti, Mestieri e... | Scrivimi | Libro degli ospiti | Mappa del sito


Torna ai contenuti | Torna al menu