Sora Antica (La storia, la cultura, i personaggi e le tradizioni, le ricette e lemanifestazioni)


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C'era una volta... a Sora

C'era una volta > C'era una volta... a Sora - D. Di Passio

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Domenico Di Passio
C' era una volta... a Sora

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C'era una volta... a Sora

C'era una volta... anzi c'erano una volta, nella nostra città, tanti personaggi tipici, caratteristici, curiosi, patetici, spesso tanto poveri di soldi, quanto ricchi di fantasia, di calore umano, di simpatia.
Questa raccolta si propone l'arduo e suggestivo compito di aprire una finestra sul passato e di rievocare gli immortali protagonisti di un mondo che sembra lontanissimo ed invece è più che mai vicino ai nostri cuori, chiamandoli, di volta in volta, alla ribalta di un ideale palcoscenico, cui faranno sempre da sfondo gli angoli più cari, i rioni più popolosi della vecchia Sora; e da comparse le schiere infinite di tanti allegri, arguti, scanzonati, geniali buontemponi ormai scomparsi, eppure sempre vivi nella memoria di molti.
È bastata l'idea di questa insolita retrospettiva per vedere riemergere, sulle ali di reminiscenze prossime e remote, una stupenda galleria di ritratti.
Sei, dieci, forse cento personaggi «in cerca di autore» o - più modestamente - invasi dal legittimo desiderio di tornare a vivere, per un attimo, nella Sora di oggi smaniosi di accaparrarsi l'ambito privilegio di essere «riesumati» e ricordati prima degli altri.
Si accalorano, bisticciano vivacemente, agitano le mani, pronti a menarle, in difesa del proprio diritto di precedenza, ostentano i molti titoli acquisiti in vita, l'unanime compianto suscitato in morte, la bella fama consolidata di generazione in generazione.
È difficile lasciare inascoltate così pressanti istanze, placare i bollenti spiriti dei più invadenti, procedere ad una qualche selezione.
«Io sono "Ciaréglie" e nessuno può stare alla mia pari per nobiltà di... natali, per singolari note caratteristiche, per ottime referenze come può attestare il poeta dialettale Riccardo Gulia».
«Senti questo! Uno della campagna, che si permette di anteporsi a me, un "artista", Francesco Mosticone, detto universalmente "Cazzitte" capostipite dei moderni raccatta-carta-vecchia, munito di scarpe naturali con "suole" callose spesse quasi quattro centimetri».
«Non ti curar di loro... che io son Buzzeo dalla memoria infallibile, fine dicitore della Divina Commedia, novello Diogene, filosofo e poeta».
«E come trascurare me, l'umile "Felice i pazze", instancabile inseguitore di carrozze, eternamente frustato da "Facciabella" e dagli altri carrettieri, imbattibile giocatore di "sassitte"e di "rachèle"?»,
«Io sono il "Bersagliere", gioia e divertimento di tanti bambini che, uno-due! uno-due!, comandavano la mia marcia, cadenzavano il mio passo, seguivano - al suono di un'immaginaria fanfara - le mie quotidiane corse da una taverna all'altra».
«Io sono "Trebbelate", attore nato, inimitabile creatore di attacchi epilettici "al citrato", che mi prendevano solo nel mercato delle "pignate" di cui... Incolpevole facevo puntualmente strage». «Io sono...



Ponte di Napoli sul fiume Liri



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