Sora Antica (La storia, la cultura, i personaggi e le tradizioni, le ricette e lemanifestazioni)


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Il caffè Lauri

C'era una volta > C'era una volta... a Sora - D. Di Passio

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Domenico Di Passio
C' era una volta... a Sora

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Il caffè Lauri

C'è un angolo nella nostra città, dove il tempo pare si sia fermato.

Sono trascorsi chissà quanti anni, eppure il Caffè Lauri, il più antico, famoso ed amato Caffè di Sora, è rimasto, sotto certi aspetti, quello di prima, quello di sempre.

Qualcosa, in verità, è cambiata sotto la spinta di un aggiornamento forzoso imposto dagli usi attuali, ma il processo di ammodernamento è stato ritardato al massimo nel costante ed encomiabile tentativo di conservare una tradizione unica ed affascinante.

La zona dove è ubicato il Caffè Lauri già di per sé concorre a creare un'atmosfera particolarmente suggestiva: Piazza Umberto I, una piazza per modo di dire, tanto è piccola e tuttavia vanitosamente riservata, forse per la denominazione storicamente importante anche se anacronistica in tempo di repubblica, o per la sua civettuola forma rettangolare, che in uno dei due lati minori è delimitata, giovandosene in felice accoppiamento, da una piccola parte della parete esterna della antichissima Chiesa di S. Francesco, quella visibile prima di incunearsi nello strettissimo vicolo posto sulla destra, ingentilito dalla presenza di un'antichissima icona nella quale è raffigurata una bellissima Madonna con Bambino, illuminata, di notte, da una semplice lampadina.


Caffè Lauri


Due eleganti lampioni vecchio stile, in ferro con grosse plafoniere di vetro, fanno spicco al di sopra dei due ingressi utilizzabili, ed utilizzati poiché la terza porta-vetrina è sempre chiusa, certamente per non turbare la severa e signorile intimità della sala interna a disposizione di chi vuol consumare, in santa pace e stando a sedere.

Qui, a dire il vero, sotto i grandi specchi che sembrano dilatarne l'ampiezza, più che consumare si chiacchiera, si discute di affari, si sforna qualche pettegolezzo, qualche volta si parla di politica, spesso si svolgono occasionali incontri galanti, il tutto nella discrezione o nel disinteresse più assoluti.

Il portoncino verde sbiadito è sempre chiuso, certamente da parecchio tempo, e così pure l'altra porta, la quarta, dietro la quale c'è il laboratorio della pasticceria, che tanti anni fa, era destinato a gelateria aperta e funzionante solo nella stagione estiva.

Allora il personaggio più importante era Zia Concettina, affabile, gentile, paziente con tutti anche con certi particolari, abituali avventori mattutini, che facevano un larghissimo consumo di citrato contenuto in un grosso barattolo di latta a chiusura ermetica.

Lei non alzava mai la voce, serviva pochi prodotti, sempre gli stessi, marsala, vermut, rosolio, anice forte, l'orzata, la "grattachecca" con ghiaccio ed uno sciroppo rosso di cui non ricordo il nome, i susamelli, i torroni di pasta reale ed in particolare le "baracchine" per lo più a forma rotonda oppure ovale, la vera, grande specialità della ditta, unanimamente apprezzate e famose anche oltre i confini di Sora.

Può sembrare incredibile, ma fino a non molti anni fa, tanti padri di famiglia, nell'imminenza delle feste ricordevoli, dai paesi vicini venivano nella nostra città, in bicicletta, per comprare proprio le "baracchine" alla marmellata, avvenimento questo di cui menavano vanto e che non si stancavano mai di raccontare, ad ogni minima occasione ai vicini meno fortunati.

A Natale, poi, il Caffè Lauri aumentava la produzione, ma non bastava mai, e zia Concettina, con entrambe le mani tormentate dai geloni per via della tanta acqua fredda toccata, cercava di accontentare tutti senza riuscirci e non si spazientiva più di tanto, allorché stentava a pescare nelle ciotolette rotonde di legno gli spiccioli tenuti diligentemente separati a seconda del valore degli stessi.

Oggi l'intera gestione del Caffè Lauri è affidata a Francesco, che continua a lavorare di fino nel laboratorio della pasticceria, mentre Pietro, il fratello minore, mantiene i contatti con il pubblico, ostentando, all'apparenza, una calma assoluta fatta di poche parole e di grande impegno, sicuro retaggio di un'educazione miliare rigida e severa voluta dal capo famiglia, "gnore" Paolo Lauri, un vero gentiluomo vecchio stampo che, in vita, andava famoso per la signorilità, la laboriosità e l'onestà.

Chissà quant'altre cose ci sarebbero da dire, ma sarebbe imperdonabile dimenticare come il Caffè Lauri, adesso come nel passato, continua a servire, ogni giorno, la buona cioccolata calda e fumante nelle tazzine da caffè, invece che in quelle più grandi, come per distinguersi anche in questo da tutti gli altri bar.

Incontrarsi al Caffè Lauri per molti sorani non è solo un piacevole passatempo, ma, in qualche modo, è anche la certezza di assaporare attimi di serena letizia senza la televisione, la sala giochi, la Sisal, il biliardo e tutto il resto.

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