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Io ci credo

C'era una volta > C'era una volta... a Sora - D. Di Passio

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Domenico Di Passio
C' era una volta... a Sora

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Giugno 1979

Io ci credo

Io non c'ero, lì alla Madonna della Quercia, quella sera piovosa di fine giugno, quando si è compiuto il miracolo.

Non ho visto il lampo accecante che ha disegnato nel cielo buio una immensa emme luminosa.

Ho solo sentito il tuono, un boato secco breve fragoroso, che ha squarciato l'aria facendo tremare i vetri delle case, provocando, simultaneamente, chissà quanti segni di croce.

Né sono stato testimone diretto di tutto il resto: la sosta della Madonna di Fatima; la porta della piccola chiesa -chiusa da tanto tempo- che si è aperta da sola; lo sbigottimento, lo stupore, la commozione, il pianto, la gioia, il delirio di tutti i presenti; la presa di possesso timida ancorché spontanea ed inevitabile; i canti e le preghiere senza fine.

Ci sono andato dopo, nel tempio ritrovato, verso la mezzanotte.
Poche candele accese a rischiarare le pareti corrose dall'umidità, che ha fatto salva solo la splendida immagine della Madonna della Quercia al centro dell'altare maggiore.

Non mancava nessuno di quelli della zona, vecchi, anziani, bambini, tantissimi giovani, al punto che la piccola chiesa non poteva contenerli tutti.

Si cantava e si pregava senza un attimo di pausa, con fervore crescente, con impeto, come per ritmare il tempo che passava troppo lentamente, anche se, in qualche modo, attutiva quel vago senso di timore che pure persisteva nei cuori e via via concretizzava e legittimava un sogno di tanti anni.

Lo straordinario avvenimento, che continuerà ad appassionare ed a dividere l'opinione pubblica, è destinato a lasciare un segno nella vita religiosa del nostro paese.

La chiesa è tornata al popolo.

Il primo miracolo ne ha subito chiamato un secondo.

II popolo è tornato alla chiesa.

La storia, suggestiva ed affascinante, non finisce qui.

Il pellegrinaggio di fede e di amore che quotidianamente si svolge nel piccolo santuario sembra preannunciare un terzo sicuro grande miracolo.

La chiesa rimarrà al popolo e nessuno potrà mai più sottrarla alla sua naturale destinazione.

Il disegno divino troverà il suo compimento.

Ogni giorno, infatti, nel riconquistato tempio, con sempre rinnovato ardore, ai piedi della Madonna della Quercia, si continua a spendere a piene mani l'unica moneta di cui i fedeli, quelli vecchi e quelli nuovi, sono ricchissimi e con la quale tutto si può avere: la preghiera.

La preghiera di ieri fu speranza, la preghiera di oggi è fiducia, la preghiera di domani sarà certezza.

Così sia!


Chiesa Madonna della Quercia

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